Saint George Beach, Naxos Ιsland, Cyclades, Greece
Tel.:
+30 22850 22422-4   Fax: +30 22850 22889
info@hotel-galaxy.com

 

GreekDeutsch (DE-CH-AT)Italian - ItalyEspañol(Spanish Formal International)French (Fr)English (United Kingdom)

PDFStampaE-mail

LUOGHI DA VISITARE

Naxos è rimasta popolata senza soluzioni di continuità negli ultimi 6000 anni circa.

L’intera isola è disseminata di luoghi di interesse archeologico: monumenti che sono ritornati alla luce grazie al lavoro degli archeologi e che sono ora divenuti importanti e ben organizzati siti archeologici.

Il monumento considerato il più rappresentativo di Naxos è senza dubbio la Portara, questo enorme “Pi greco” (Π) di marmo, la porta dell’antichissimo tempio di Apollo sull’isoletta di Palatia, a nord del porto della capitale.

La Portara, il Castro e la chiesetta della Panagia Mirtidiotissa sul mare, nelle acque basse del porto, sono per i visitatori, così come per i naxioti, i veri simboli dell’identità della città e dell’intera isola.

MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAXOS

Il Museo Archeologico di Naxos possiede la più grande collezione di reperti cicladici, seconda solo al Museo di Atene.

MUSEO IN LOCO

Nella piazza antistante la Cattedrale Paronaxià (di Naxos e Paros) a Hora.

IL TEMPIO - SANTUARIO AD IRIA.

Un luogo sacro al centro dell’Egeo, rimasto attivo senza soluzioni di continuità dal quattordicesimo secolo fin ai giorni nostri. Fine esempio di stile ionico di architettura greca monumentale.

IL KOUROS DI APOLLONAS

Si tratta di una statua enorme, di lunghezza attorno agli undici metri, che raffigura Apollo o Dioniso. L’antica statua è rimasta incompiuta.

IL KOUROS DI FLERIO A MELANES

Anche in questo caso la statua è incompiuta, di epoca posteriore (quinto-sesto sec.a.C) a quello di Apollonas e di dimensioni leggermente inferiori.

IL KOUROS DI MELANES-POTAMIA (tra Flerio e Potamia)

L’ANTICO ACQUEDOTTO MELANES - HORA

Con una lunghezza di più di dieci chilometri, l’opera è stata attuata durante la tirannia di Ligdami.

IL TEMPIO DI DEMETRA

Nei pressi del villaggio di Sangri, il Tempio di Demetra, che è stato parzialmente ricostruito, viene ritenuto di grande interesse sia a causa del buono stato di conservazione sia poichè fornisce un gran numero di nozioni sulle tecniche di costruzione e sull’architettura dei templi antichi. Vicino al tempio è stato costruito un museo, che contiene tutti i reperti che non vennero utilizzati durante la ricostruzione, così come i reperti appartenenti alla basilica paleocristiana eretta sopra il tempio in epoca successiva. Il museo ed il sito archeologico sono stati insigniti del premio Europa Nostra per la conduzione degli scavi e la ricostruzione, attuate in maniera sensibile ed attenta a garantire un basso impatto ambientale.

LA TORRE DI HIMARRO, nei pressi di Filoti, risale al quarto secolo a.C., e si trova nella parte sudorientale dell’isola, alle falde del monte Zeus. Costruito con marmo locale, scolpito con arte eccelsa, impressiona per la sua altezza (una quindicina di metri) e per la sua forma cilindrica. La grandezza, la forma, le caratteristiche architettoniche rivelano che si tratta di un importante costruzione laica che veniva utilizzata anche come osservatorio.

CASTELLI –MONASTERO

Il Castello, la torre di “Ipsilotera”

Nei pressi di Galini. E’ un castello-monastero della fine del sedicesimo - inizio diciassettesimo secolo.

Il Castello o Torre di Vaseo, Monastero di Timio Stavro

Nei pressi di Sangri. Questo castello-monastero si trova a breve distanza dalla provinciale che collega Naxos alla Tragea, sulla deviazione per Aghiassò; è stato restaurato in maniera impeccabile e durante l’estate è teatro di manifestazioni culturali di alto livello.

Il Monastero di Faneromeni, che viene celebrato a Ferragosto.

Castello – Convento di Fotodoti

Nei pressi di Danako. E’ il più antico e forse il più importante fra i castelli-monastero di Naxos, con icone ed incisioni. Fu ceduto da Marco Sanudo ai Monaci Benedettini nel 1227. Molto tempo dopo, fu del convento di San Giovanni Teologo di Patmos.

Castello Marcopoliti – Papadaki

Castello Della Rocca – Barozzi, nel Castro

Castello Barozzi – Frangopulo – Grazia

Castello Marcopoli – Kalavrù, a Kerami, nella Tragea

Castello di Belonia

Nei pressi di Galanado. Uno fra i più antichi dell’isola, fu eretto verso la fine del quindicesimo secolo e appartenne ai Belogna. Il castello domina la zona e dà la possibilità di osservare il mare a nord, ad ovest e a sud della capitale e della costa di fronte a Paros. All’interno del cortile vi è la Chiesa di San Giovanni, a due navate, una per il rito ortodosso e una per quello cattolico.

Castello di Oskelo, presso Kastraki – Polihni, del diciassettesimo secolo.

Castello Barozzi – Paleologo, Sangri

Castello di Agià

Nei pressi di Komiaki, in posizione particolarmente florida di bellezze naturali, irrorato abbondantemente da corsi d’acqua, ricco di vegetazione selvatica, viti, ortaggi, ed alberi da frutto. Un tempo Fortezza Medievale di Agià, in posizione altamente strategica dell’estremità nordorientale dell’isola. Nel 1992 subì ingenti danni a causa di un incendio, che ne devastò il tetto e i pavimenti superiori.

Torre Crispi, a Hora, anche detto “Castello dell’Aperathitika”

Castello Frangopulo – Della Rocca

A Kouronohori, presso Melanes, uno dei più antichi castelli dell’isola, con menzione scritta del quattordicesimo secolo.

Kalamitza – nei pressi di Melanes.

Castello e reggia, luogo di ritiro dei monaci Gesuiti, fu costruito verso la fine del diciassettesimo secolo.

Castello Della Rocca

A Sangri, è appartenuto alle famiglie Barozzi e Frangopulo.

Castello della Famiglia Praduna ad Engares – Castello Agioperiti

Castello di Masena – Ano Potamia, costruito in località “Zarnidia”

Castello Zevgoli o Castello Castri – Sommaripa ad Apirathos

Castello Bardani o Castello Sforza – Castri ad Apirathos

Castello Grimaldi, a Skeponi

Torre Kokko, a Potamia

I resti dell’antico castello di Plaka

Castello Barozzi, a Filoti

E per concludere, a Naxos ci sono molte chiese. La pianura della Traghea viene anche detta “il piccolo Mistra” a causa delle molte chiese e chiesette di cui è disseminata, alcune delle quali risalgono ad un periodo che va dal settimo al quindicesimo secolo. La più conosciuta è la “Panagia Drosianì”, dove si trovano tre strati sovrapposti di affreschi.

/